Come aiutarli a ripartire con il piede giusto

Il ritorno a scuola per ogni bambino è un momento importante, carico di vissuti legati ai ricordi dell’ambiente che ha lasciato a giugno e allo stesso tempo di aspettative verso quello che gli accadrà.

E come per l’adulto, per il quale il proprio lavoro e il rapporto che ha con esso, determina buona parte dell’immagine di sé in termini di autostima e di autoefficacia, così anche per il bambino il rapporto che egli vive con la scuola, e i risultati che ottiene in essa, sono responsabili dell’idea che egli sviluppa di sé stesso.

Ecco perché per molti bambini il rientro a scuola può non essere stato un momento spensierato. Chi nel precedente anno scolastico ha avuto delle difficoltà non solo di apprendimento, ma anche e soprattutto di “inserimento” si trova infatti ora a dover riconfrontarsi con un’immagine di sé non altrettanto positiva rispetto a quella che può aver elaborato nel corso dell’estate lontano dai banchi di scuola.

Pianti, tics, crisi di vomito, attacchi improvvisi di rabbia possono configurarsi in questo momento come i sintomi del disagio che il bambino sta vivendo a causa di un rapporto poco sereno con la scuola.

  Ecco allora che in momento di disequilibrio come quello che il bambino sta vivendo ora, la psicomotricità in quanto disciplina che si occupa dell’equilibrio della persona nella sua relazione con l’ambiente, può porsi come un valido aiuto per lo scolaro. In un percorso di psicomotricità individuale infatti lo psicomotricista attraverso il suo ruolo di esperto della relazione corporea, aiuta il bambino a sperimentare e diventare consapevole dei propri vissuti corporei e soprattutto delle emozioni ad essi collegate. Capire chi si è, con i propri limiti ma allo stesso tempo con le proprie risorse, permette al bambino di acquistare maggior consapevolezza di sé con buone ripercussioni sia sull’autostima che sulla sicurezza in se stessi.

Presso lo Studio di Psicomotricità “La Capriola” i percorsi di psicomotricità individuali sono attivi tutto l’anno.

Per prendere appuntamento: marinapavesi87@gmail.com o cell.3402686656

Ripartono i corsi di Psicomotricità

Con il nuovo anno scolastico 2016/2017 ripartono anche i corsi di psico e grafomotricità!

Durante tutto il mese di settembre previo appuntamento, presso lo studio di Psicomotricità ” La Capriola”, si riceveranno per un colloquio conoscitivo,  tutte le famiglie interessate a far frequentare i corsi ai  propri bambini.

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Tante proposte in arrivo per l’estate 2016

Durante i mesi di giugno e luglio lo Studio di Psicomotricità “La Capriola” rimarrà aperto!

Per i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, oltre a specifici percorsi individuali, sarà possibile partecipare anche ad incontri di gruppo sia di PSICOMOTRICITA’ che di GRAFOMOTRICITA’.

Per info e prenotazioni:

marinapavesi87@gmail.com

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Giornata di formazione per educatori ed insegnanti

Dalla collaborazione nata con “Il Circo della Farfalla” e dopo una ponderata riflessione sui temi da toccare, sono felice di annunciare che finalmente, dopo le numerose richieste ricevute da chi coi bambini ci lavora ogni giorno, è arrivato anche per  voi educatori ed insegnanti il momento di sperimentare un po’ di psicomotricità, in una giornata all’insegna della formazione esperienziale e della cura di sé.

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Psicomotricità giornata di formazione esperienziale

Perché scegliere il corso di Grafomotricità… Iscrizioni aperte!

L’ultimo anno di scuola dell’infanzia è fondamentale per preparare il bambino all’apprendimento della scrittura. Perché questa si avvii correttamente è necessario infatti che il bambino acquisisca dei prerequisiti che vengono definiti “grafomotori”, cioè particolari competenze che riguardano la motricità dell’arto dominante e in particolare della mano scrivente, quindi di motricità fine, e competenze legate all’orientamento spaziale sul foglio, che si possono sviluppare solo nel momento in cui il bambino ha ben interiorizzato il proprio schema corporeo e di lì l’organizzazione e l’orientamento di esso nello spazio.
Per questo durante l’ultimo anno della scuola dell’infanzia è utile affiancare all’attività di pregrafismo che viene svolta a scuola, anche l’attività specifica di GRAFOMOTRICITÀ, in cui lo PSICOMOTRICISTA, in quanto specialista dello sviluppo delle competenze psicomotorie, sostiene il bambino nello sviluppo dei prerequisiti grafomotori attraverso attività ludiche specifiche.

Il prossimo corso inizierà sabato 24 gennaio 2015 ed è composto da 10 incontri. Per maggiori info: marinapavesi87@gmail.com

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LE NUOVE ATTIVITA’ STANNO ARRIVANDO :)

L’estate sta finendo, e presto riprenderanno anche le scuole. 

Nell’ augurarvi di trascorrere magnificamente gli ultimi giorni di vacanza vi ricordo che le attività di psicomotricità per l’anno scolastico 2014/2015 stanno per riprendere!

Tra i corsi che propongo vi ricordo:

– PSICOMOTRICITA’ IN PICCOLO GRUPPO (max 6 bambini) PER LA FASCIA 3-5 ANNI.

-PSICOMOTRICITA’ E GRAFOMOTRICITA’ IN PICCOLO GRUPPO (max 6 bambini) PER BAMBINI DI PRIMA (6 ANNI).

-LABORATORI DI PSICOMOTRICITA’ PER GENITORI E BAMBINI ASSIEME (24-36 MESI).

-LABORATORI DI PSICOMOTRICITA’ PER GENITORI E BAMBINI ASSIEME (3-5 ANNI).

-INCONTRI DI PSICOMOTRICITA’ INDIVIDUALI PER BAMBINI CON LE SEGUENTI DIFFICOLTA’: 

   -DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO SCOLASTICO;

   -IMPACCIO MOTORIO, DISPRASSIA;

   -RITARDO DEL LINGUAGGIO E DELLA COMUNICAZIONE;

   -DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA’;

   -STATO TENSIONALE, INSONNIA, DIFFICOLTA’ NEL CONTROLLO SFINTERICO (enuresi e defecazione);

   -DISORDINE DELLO SCHEMA CORPOREO, DISLATERALIZZAZIONE;

  -INIBIZIONE ED INSTABILITA’ PSICOMOTORIA;

  -TIC, BALBUZIE;

  -DISTURBI DEL COMPORTAMENTO;

  -DEFICIT SENSORIALI;

 – DIFFICOLTA’ LEGATE AL PROCESSO DI AUTONOMIA.

Per maggiori informazioni e per fissare un appuntamento:

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La sala di Psicomotricità

marinapavesi87@gmail.com 

La psicomotricità in estate non va in vacanza! ☀️😉

Si sa: con l’arrivo dell’estate , e con la chiusura delle scuole, le attività per l’infanzia tendono a fermarsi.
E se un periodo di riposo e di decompressione dai ritmi frenetici della stagione invernale è più che meritato ed importante; va anche detto che l’estate, proprio per i suoi ritmi più rallentati, è il momento che più si presta alla possibilità di fermarsi per fare il punto della situazione su se stessi e soprattutto sui propri bambini.
Con la fine delle scuole infatti si tirano le somme di quello che è stato il percorso di crescita dei propri figli durante l’anno, e il confronto con il giudizio di insegnanti ed educatori rispetto alle competenze raggiunte (o meno) dei propri piccoli pone inevitabilmente di fronte ad una riflessione.
Dai giudizi scolastici, e dalle conseguenti riflessioni che i genitori fanno, nascono spesso dubbi ed incertezze riguardo alla corretta crescita dei propri bambini. Ecco perché come Psicomotricista, ritengo che la stagione estiva possa essere la più indicata per avvicinarsi ad un percorso psicomotorio: a volte non sono i bambini ad avere delle oggettive difficoltà, ma sono piuttosto i loro genitori a detenere delle paure, delle ansie che li attanagliano e che li rendono poco sicuri nei confronti dei figli. Molto spesso invece, proprio quelle sensazioni che i genitori covano dentro a lungo, trovano poi riscontro nei giudizi degli insegnanti.
In entrambi i casi quindi parlare con uno Psicomotricista, del proprio vissuto di genitori, e delle criticità che si osservano nei propri bambini, può rivelarsi utile, se non addirittura strategico, nella risoluzione di situazioni di empasse genitoriale. Nel corso di una consulenza psicomotoria, lo Psicomotricista sarà in grado infatti di discriminare le situazioni che andranno poi approfondite e che sfoceranno probabilmente in un percorso psicomotorio, da quelle in cui dei semplici e pratici consigli psico-pedagogici potranno aiutare questi genitori a districarsi dalle difficoltà incontrate.
Meno male allora che la psicomotricità in estate non va in vacanza!!!😉

Augurandovi quindi una serena e riposante estate assieme ai vostri bambini; vi rinnovo la mia disponibilità a ricevere anche nei mesi di giugno, luglio e agosto per CONSULENZE PSICOMOTORIE e PERCORSI INDIVIDUALI.

Le attività di gruppo riprenderanno invece con l’inizio del prossimo anno scolastico.

Per info e appuntamenti:
marinapavesi87@gmail.com

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Il legame genitore- figlio attraverso il dialogo tonico-emozionale

1-166Al via domani un nuovo percorso di psicomotricità rivolto a genitori e figli insieme. Il corso suddiviso in due fasce d’ età: 24/36 mesi e 3/6 anni, mira a rinforzare il legame tra genitori e figli attraverso il gioco corporeo.

Come psicomotricista amo lavorare su questo canale di comunicazione in quanto è il mezzo privilegiato che il bambino utilizza sin dalla nascita per dialogare con i propri genitori. Attraverso il gioco inoltre piccoli e grandi hanno la possibilità di sperimentare e sperimentarsi, scoprendo ad ogni incontro qualcosa di più su se stessi e sull’ ambiente relazionale che li circonda!

Per chi fosse incuriosito e volesse saperne di più, vi invito a contattarmi!

Buona psicomotricità a tutti 😉

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Quando la psicomotricità educativa può diventare terapeutica…

Oggi vorrei condividere con voi il senso di integrare bambini con disabilità all’ interno di progetti psicomotori di tipo educativo.

Innanzitutto dobbiamo fare  delle distinzioni tra il senso della presa in carico psicomotoria di tipo terapeutico, e il senso dell’ attività di tipo educativo.

Come già ho spiegato in post precedenti, la psicomotricità si occupa del sano sviluppo del bambino sotto il profilo motorio, cognitivo e relazionale, e per far questo si lavora sia in senso preventivo-educativo: per permettere ai bambini di sviluppare tutti quelle  funzioni necessarie per crescere armoniosamente; sia in contesto di terapia: qualora queste funzioni risultino inapprese o danneggiate.  Lo psicomotricista nella presa in carico psicomotoria (per la peculiarità così globale della disciplina) può quindi trovarsi davanti diversi tipi di patologie e disturbi: si va infatti da quelle che sono le disfunzionalità dell’ atto motorio, a problematiche di tipo psichico, passando per i disturbi del linguaggio fino a quelli dell’ apprendimento, solo per citarne alcuni; alle varie sindromi (Down, Tourette, dello Spettro Autistico ecc) .

Per quanto riguarda l’ ambito educativo poi, mi sembra opportuno fare un distinguo anche tra quelle che sono le attività psicomotorie all’ interno delle ore scolastiche, e le varie proposte di psicomotricità pomeridiane, che si declinano come corsi di tipo extrascolastico. Le finalità di queste due attività infatti, seppur riferite entrambe all’ ambito educativo, sono differenti: all’ interno della scuola la psicomotricità viene proposta come momento integrativo dell’attività pedagogica- educativa, mentre nell’ ambiente extrascolastico la psicomotricità riveste l’ importante compito di configurarsi come un’occasione di socializzazione per i bambini in un setting protetto dove ad essere valorizzata non è solo la componente motoria, ma soprattutto quella relazionale- affettiva.

Valutando quindi le finalità dei diversi ambiti di intervento, vale la pena soffermarsi a riflettere sull’ importanza che può venire a ricoprire l’ambito educativo extrascolastico, per tutti quei bambini che stanno seguendo una terapia psicomotoria.

Vi farò ora un esempio, per cercare di rendere più comprensibile quello che sto cercando di dire.

Facciamo finta di avere un bambino di 6 anni affetto da sindrome di Down: Ettore (nome di fantasia).

Ettore viene seguito in terapia psicomotoria, supponiamo che questa abbia come obiettivi quelli di rendere Ettore il più autonomo possibile, quindi per esempio si lavorerà sulle autonomie di base come l’alimentazione, l’igiene ecc. Nella scuola dell’ infanzia di Ettore (dove è stato trattenuto un anno in più, data la sua patologia) inoltre è attivo un progetto psicomotorio al quale partecipano tutti i bambini della classe, in cui gli obiettivi sono quelli di far acquisire e consolidare le funzioni necessarie per un corretto sviluppo psicomotorio. I suoi compagni di classe però al pomeriggio frequentano anche un corso di psicomotricità presso l’ associazione sportiva del loro territorio (questa ovviamente è un’ attività di tipo educativo) e come abbiamo detto, Ettore fa già psicomotricità educativa a scuola, e psicomotricità individuale in forma terapeutica nello studio di uno psicomotricista.

Per quale motivo allora Ettore dovrebbe frequentare anche il corso extrascolastico al quale si sono iscritti i suoi amichetti? Senza contare il fatto che Ettore ha anche una disabilità importante, e quello è un corso educativo?

Beh, ognuno è libero di rispondere come crede ma io, da psicomotricista, sento che la risposta più professionale che posso darvi, è che per Ettore questo corso pomeridiano rappresenta quell’ occasione, di poter socializzare con gli altri coetanei, che tutti i suoi amichetti hanno già avuto; e in più la partecipazione al corso di gruppo crea ampie potenzialità alla terapia, che nel contesto di socializzazione può finalmente venir messa in pratica, restando però al tempo stesso, in un contesto privilegiato di attenzione alle difficoltà che Ettore presenta.

Per questi due motivi importanti: socializzazione con i coetanei in ambiente extrascolastico + consolidamento della terapia, credo che le attività di psicomotricità extrascolastiche siano una risorsa importante già per tutti i bambini, ma ancor di più là dove ci sia una disabilità.

Ma ora veniamo alla realtà: l’ Italia si sà, non è un paese per disabili, e anche nel contesto psicomotorio purtroppo questa affermazione non si sfata: se da una parte infatti sono fermamente convinta dell’ importanza e della necessità di far partecipare anche i bambini con disabilità a questo tipo di proposte; essendo poi la professionista che le attua, sarò anche onesta nel dire però che a livello pratico non è così semplice: per poter integrare e seguire correttamente questi piccoli all’ interno del gruppo, è infatti necessaria la presenta di un altro operatore, che possa restare a fianco del bambino e sostenerlo laddove la sua patologia gli impedisca di riuscire come gli altri. Avere un operatore in più però rappresenta in termini pratici un costo da sostenere. E a carico di chi poi?

Vorrei lasciarvi con questa domanda,convinta che questo articolo, vi abbia dato più di un tema su cui riflettere…

psicomotricità Marina Pavesi