Lettera a un genitore in quarantena…

Caro genitore, in questi giorni di emergenza sanitaria dove i ritmi e le abitudini quotidiane hanno subito un grosso shock spazio-temporale sconvolgendoci con un cambiamento inaspettato e coatto, sento il bisogno di esserti vicina supportandoti nel tuo compito genitoriale attraverso la condivisione di uno spazio di cura pedagogico, ossia di uno spazio non giudicante e aperto al confronto.

Quello che in particolare vorrei condividere oggi con te è una riflessione circa il tempo che stai trascorrendo con i tuoi figli.

Come ti sta facendo sentire questo tempo dilatato passato forzatamente in casa coi tuoi bambini?

Sai, l’impressione che ho io, (stando alla mole di video e tutorial che sto vedendo pubblicati sui social da professionisti e non, rispetto a giochi e attività da proporre per far passare il tempo) è che in queste giornate i tuoi pensieri siano spesso occupati dalla preoccupazione rispetto a cosa ti dovrai inventare di nuovo per far passare il tempo a tuo figlio…

E si, lo so, che la giornata è lunga. E si, lo so, che rimanere in casa tutto il giorno non è facile. Ma…

Hai provato a considerare questo momento sotto un altro punto di vista?

DAI, FACCIAMO UN GIOCO: Prova a fare finta che questo momento chiusi in casa non sia un impedimento ma un’opportunità: un tempo cioè che ti è stato regalato,                      tipo come uno di quei bonus che si vincono ai videogiochi…

Sei pronto? Allora PRONTI, ATTENTI, VIA!

Ora che stai immaginando questo tempo come un regalo speciale cosa ci puoi fare e cosa ci possono fare i tuoi bambini?

A me viene in mente che potreste concedervi più tempo, più calma, più indulgenza, più tolleranza per dedicarvi a tutte quelle cose che di solito proprio a causa della fretta non si possono fare…

Te le ricordi quelle scarpe coi lacci così carine che gli avevi comprato e a cui hai rinunciato sistemandole nell’armadio perchè tanto quelle con gli straps sono più semplici e veloci da mettere? Beh buone notizie: adesso puoi permetterti di tirarle fuori, puoi concedere al tuo bambino tutto il tempo che gli serve per imparare a fare il laccio, provando e riprovando…

Tanto fuori non c’è nessun pulmino della scuola che sta strombazzando perché siete in ritardo!

E così come per le scarpe, quante sono le azioni in cui ti sei sostituito a tuo figlio perché non c’era il tempo per lasciarlo provare a fare da solo? Beh di nuovo buone notizie: adesso il tempo c’è!

E poi caro genitore ricorda che in questo tempo chiusi in casa il tuo bambino non ti sta chiedendo di diventare un insegnante, un animatore, un performer e chissà cos’altro… Lui vuole sole passare il suo tempo con la sua mamma e il suo papà. Eh si, lo so, che le maestre ti stanno mandando le attività da svolgere a casa, lo so che su internet vari professionisti ti stanno mettendo alla prova proponendoti un miliardo di attività diverse, dai percorsi per allenare le capacità motorie, ai giochi con i materiali di riciclo per allenare la motricità fine, ma ricorda: il tuo bambino per crescere ha sì bisogno di giocare, esplorare e fare ma non ha bisogno di essere “intrattenuto” con un sacco di attività diverse e nuove ogni giorno. Quindi se ti capitasse di sentirti in tilt perché non sai se quell’attività che ti ha inviato l’insegnante la stai proponendo nella maniera corretta, o se ti capitasse di sentirti goffo perché non sei un campione di atletica e non hai dimestichezza con salti e capriole, rifletti su quello che sinceramente ritieni di poter offrire al tuo bambino e proponigli quello! Anche se non sarà l’attività perfetta del tutorial o il lavoretto esteticamente più bello del mondo, perché quello che serve al bambino non è la perfezione ma la possibilità di fare in uno spazio relazionale denso di amore e di accettazione.

Se le attività infatti possono essere le più svariate, l’elemento che invece in ognuna di esse non può proprio mancare è l’AUTENTICITA’ DELL’ADULTO.

Questo comporta l’essere onesti e coerenti sia nei pensieri che nelle azioni:

se gli stai proponendo le schede che ti ha inviato l’insegnante e tu pensi che siano noiose non puoi sponsorizzarle dicendogli che state per fare un’attività divertente! I bambini sono in grado di capire quando gli si sta mentendo e quando li si sta prendendo in giro. Quindi se si vuole conservare la loro fiducia è importante rispettare la loro intelligenza non mentendogli.

E ancora, se sui social hai visto per esempio dei  tutorial dove dei professionisti giocavano con gli impasti spiegando che è un’attività utile e allo stesso tempo divertente per allenare la motricità fine, ma a te l’unica cosa che viene in mente pensando alla farina sono i tuoi bei muri appena rimbiancati, non proporre a tuo figlio questo gioco!!! Perché altrimenti il risultato sarà che anziché esserti divertito assieme a lui, tu sarai stato tutto il tempo rigido e in allarme per le pareti, esprimendogli (senza tra l’altro essertene reso conto) una comunicazione castrante che avrà portato: a te una grande spossatezza e al bambino una grossa frustrazione!

Vorrei raccontarti a questo punto della grande pedagogista Maria Montessori, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo per la sua pedagogia innovativa ed efficace, la quale affermava che i bambini possiedono una mente assorbente, ossia una mente che registra tutti gli input che gli arrivano dall’ambiente circostante. Va da sé quindi come tali input abbiano nello sviluppo emotivo e relazionale del piccolo una grandissima importanza. Meglio allora pochi input ma qualitativamente sinceri e amorevoli, che tanti stimoli dati sull’onda dell’ennesimo tutorial o sull’apprensione che il bambino non acquisisca abbastanza abilità.

Quando poi ti sembrerà di aver veramente esaurito tutte le idee…  Niente panico!

Ricorda infatti che i bambini possiedono invece da questo punto di vista una grande risorsa che noi adulti, chi più chi meno, col passare del tempo abbiamo un pò perso, ossia la FANTASIA!

Dai allora uno spazio, dei materiali e delle regole ben definite al bambino e poi proponigli che sia lui stavolta ad inventare un gioco! Il risultato sarà sicuramente stupefacente ed esilarante e soprattutto vi concederà tanti spunti da cui poter ripartire il giorno dopo…

Ecco, come ti senti a questo punto dopo aver immaginato tutte queste possibilità?

E adesso che il gioco l’abbiamo fatto, ti posso anche svelare un grande segreto…

Non devi fare finta che questa sia un’opportunità perché… lo è davvero!!! Quindi SFRUTTALA!

Con affetto e vicinanza a voi e ai vostri bambini                                                                    Dott.ssa Marina Pavesi

Tra tante attività rivolte ai bambini: come scegliere quella giusta?

Le scuole sono ufficialmente iniziate e come ogni anno, con  il loro inizio partono anche tante attività del tempo libero rivolte ai bambini: psicomotricità, sport, corsi di nuoto, danza, inglese, teatro, arte e la lista potrebbe proseguire lunghissima…

All’interno di un panorama di scelta così ampio, rivolto tra l’altro a bambini sempre più piccoli, è bene però riflettere sul fatto che non tutte le esperienze sono adatte e hanno un senso a tutte le età. Come orientarsi allora nella scelta da fare?

Per un genitore è bene sapere che scegliere un’attività attenta ai bisogni evolutivi del piccolo significa orientarsi verso esperienze legate alla libera espressività personale del bambino più che alla qualità della performance (come scegliere sin dalla scuola dell’infanzia uno sport già definito, che il bambino non può essere in grado di affrontare non avendo ancora sviluppato appieno le competenze emotive e motorie necessarie per sostenere le richieste di  tale sport).

Soprattutto durante gli anni della scuola dell’infanzia è preferibile allora scegliere per il tempo libero:

POCHE attività, concedendo il giusto tempo per il riposo e per il gioco spontaneo nell’ambiente domestico: tempo che sempre più spesso viene svalutato ma che risulta fondamentale per dare lo spazio al bambino di rielaborare tranquillamente tutte le esperienze arricchenti vissute nella giornata!

SI allora ad attività extra-scolastiche che stimolano il bambino alla socializzazione in un ambiente diverso da quello scolastico MA nella giusta misura! una o al massimo due attività a settimana per un bambino della scuola dell’infanzia sono più che sufficienti!

E’ preferibile inoltre scegliere attività legate alla SPERIMENTAZIONE CORPOREA, prima sede di apprendimento per tutti gli Esseri Umani.

SI allora a psicomotricità, grafomotricità, acquaticità, laboratori di lettura, arte, teatro ecc., in quanto tali esperienze sono fortemente connaturate da uno svolgimento spontaneo e rispettoso dei tempi affettivo-relazionali del bambino. Sarà infatti attraverso una sperimentazione serena delle proprie capacità e della propria personalità che il piccolo svilupperà poi tutti quei requisiti per poter, più avanti, scegliere e affrontare con buoni risultati attività più specifiche.

Un altro importante criterio per orientarsi nella scelta delle attività è quello di informarsi accuratamente su chi conduce le attività con i piccoli, in quanto i bambini non essendo dei piccoli adulti hanno per questo peculiarità espressive totalmente differenti che spesso vengono fraintese da chi non ha una preparazione psico-pedagogica. Meglio allora orientarsi per proposte fatte da educatori, pedagogisti, psicomotricisti, psicologi dell’età evolutiva, piuttosto che da personale molto esperto nel proprio ambito di competenza ma che non ha conoscenze e competenze teorico/pratiche nell’ambito della prima infanzia e dell’età evolutiva.

Infine attenzione anche al numero di partecipanti: sia attività con grandi numeri che in gruppo ristretto possono essere delle buone esperienze ma quando il numero cambia, a cambiare sono anche le finalità! Nel grande gruppo il conduttore non potrà prestare la sufficiente attenzione al singolo bambino, per questo nella attività in gruppi numerosi ciò che si persegue è più che altro la sperimentazione della socialità, nel piccolo gruppo invece il rapporto tra conduttore e bambino diventa privilegiato perché il numero contenuto consente all’adulto di concentrare l’attenzione su ogni singolo bambino e di modulare maggiormente le variabili connesse all’interazione sociale.

Ecco allora che tenuti presenti questi pochi ma fondamentali criteri la scelta potrà essere realmente significativa e positiva per il percorso di crescita del proprio bambino.

Quello che viene proposto dallo Studio di psicomotricità “La Capriola” per bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria è la promozione di percorsi di psicomotricità, grafomotricità, e sostegno ai DSA, i quali anche quando svolti in piccolo gruppo sono comunque tutti personalizzati, poiché scopo dei percorsi attivati presso lo studio è quello di riconoscere e valorizzare l’unicità di ogni singolo bambino.

Per maggiori informazioni si invitano le famiglie a prendere contatto direttamente: studiolacapriola@gmail.com tel. 3402686656.

corsi 18-19

Saper sostenere il bambino in difficoltà: formazione per insegnanti della scuola dell’infanzia

Saper guardare al bambino nella sua globalità, nelle sue potenzialità cognitive, emotive e relazionali al di là di disturbi specifici dell’apprendimento, piuttosto che di difficoltà più generalizzateche il bambino può avere, preoccupandosi però allo stesso tempo di fornire delle stimolazioni e dei potenziamenti adeguati per intervenire sulle aree compromesse, non è compito facile. Una scuola inclusiva e attenta ai propri allievi deve però occuparsi di questo ogni giorno.

Questa formazione, specifica per le insegnanti della scuola dell’infanzia, andrà proprio ad occuparsi di come assolvere a questo duplice compito: visione d’insieme positiva e potenziamento mirato specifico, nell’ottica della prevenzione!

Partendo dalle normative vigenti in materia di DSA e BES si andrà a fornire alle insegnanti l’inquadramento teorico di riferimento per poi approfondire attraverso esperezie dirette e di gruppo quali strategie e attività pratiche mettere in atto con i propri alunni.

La formazione sarà tenuta dalla Dott.ssa Marina Pavesi psicomotricista, formatrice con master sui DSA.

Per info ed iscrizioni rivolgersi all’ente organizzatore:

Il Circo della Farfalla

Mail: info.ilcircodellafarfalla@gmail.com

Cell: 329 3145624

Dalle forme geometriche al gioco…

A “La Capriola-Studio di Psicomotricità” questa settimana con i gruppi di bimbi della scuola dell’infanzia abbiamo lavorato sul concetto di forma geometrica e poiché l’apprendimento passa attraverso l’esperienza i bambini sono stati liberi di sperimentare le forme attraverso il gioco. Ne sono scaturiti degli incontri davvero belli e divertenti in cui i bambini si sono cimentati nella categorizzazione, raggruppamento ad insieme, motricità fine, coordinazione oculo-manuale, memoria e attenzione.

Alcune immagini dei giochi elaborati dai bambini:

La psicomotricità educativa è adatta a tutti i bambini in quanto favorisce il loro percorso di crescita attraverso le giuste stimolazioni motorie, cognitive ed affettivo relazionali.

I corsi sono attivi tutto l’anno. Per partecipare potete contattare:

Studio di Psicomotricità “La Capriola”

 

 

Quando la psicomotricità è formazione

Nel mio lavoro di Psicomotricista, avendo colto l’ importanza della formazione professionale, ho sentito l’ esigenza di occuparmi dei giovani studenti di psicomotricità che si stanno formando, per questo ogni giorno mi confronto con riflessioni come: cosa significa formarsi, come avviene l’apprendimento, come posso io psicomotricista aiutare il tirocinante nel suo percorso di crescita?
Ecco, oggi riflettendo circa queste questioni ho pensato di condividere con voi un brillante e acuto pensiero di Donald Schön circa il PARADOSSO DELL’ APPRENDIMENTO: ” uno studente non può comprendere fin dall’inizio che cosa ha bisogno di apprendere, può apprenderlo solo educando se stesso, e può educare se stesso solo cominciando a fare ciò che ancora non comprende

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