Corsi di psicomotricità per piccolissimi

Presso Studio di Psicomotricità La Capriola (Villafranca di Verona) da sabato 27 novembre si terrà il percorso psicomotorio GIOCANDO SI CRESCE destinato ai bimbi della fascia 18/24 mesi (ore 10:30) e della fascia 24/36 mesi (ore 9:30).

Un momento di gioco condiviso genitore-bambino per scoprirsi e capirsi attraverso l’esperienza ludica proposta dalla Psicomotricista.

Peculiarità del percorso proposto presso La Capriola è quello di essere proposto ad un numero ristretto di partecipanti! Perché se il confronto e la sperimentazione assieme al gruppo dei pari è una tappa centrale nella crescita del bambino, è anche vero che per dare reale attenzione e cura ad ogni famiglia il gruppo non può essere troppo numeroso!

⚠️POSTI LIMITATI (max 5 coppie)⚠️

Se desideri partecipare riserva il posto per te e il tuo bambino scrivendo a:

studiolacapriola@gmail.com

IL CASO SQUID GAME? È SOLO LA PUNTA DI UN GRANDE ICEBERG!

⁉️E se ci chiedono di giocare a SQUID GAME?⁉️

La settimana scorsa riprendendo il percorso di psicomotricità in una scuola primaria che seguo da diversi anni mi sono imbattuta in un bambino di classe seconda che nel primo incontro, dove solitamente propongo agli alunni di scegliere il gioco dell’anno precedente che gli era piaciuto di più, mi ha chiesto di poter giocare a SQUID GAME.
Purtroppo mi aspettavo che prima o poi questa domanda sarebbe arrivata perché essendo questa serie il fenomeno del momento, sono già molte le figure professionali dell’infanzia che hanno denunciato il preoccupante dilagare di questo gioco tra i più piccoli.

Prima di raccontarvi dunque la mia risposta facciamo un passo indietro e analizziamo bene i contenuti di questo tanto acclamato “Squid Game”.


Complice la segregazione in casa per influenza della mia bimba e anche mia (negative al covid fortunatamente 🍀) in questi giorni nelle molte ore di sonno fatte dalla piccola ho avuto la possibilità di documentarmi rispetto questa serie, di cui appunto avevo sentito parlare ma che non avevo ancora visto.

Lungi dal voler spoilerare il contenuto a chi volesse guardarla riassumo brevemente la trama per far però comprendere di cosa stiamo parlando:

📽 Si tratta fondamentale di un thriller in cui dei poveri malcapitati inghiottiti dai debiti e da scelte di vita infelici e/o sfortunate si ritrovano ad accettare di partecipare ad una gara composta da 6 sfide fatte di giochi per bambini come “Un, due, tre stella” dove al vincitore spetta un ricco montepremi, ma dove i perdenti vengono eliminati, e drammaticamente i giocatori scopriranno solo durante il primo gioco che per eliminati si intende uccisi!

🔎 Analizzando ora la serie da un punto di vista pedagogico, che è quello che interessa a noi in questa riflessione, dato che siamo partiti dal fatto che SQUID GAME sta spopolando tra i bambini, quello che sicuramente si può affermare è che nella sua cruenza in realtà la serie non è da demonizzare in assoluto. I temi trattati infatti, seppur in maniera discutibilmente truce, sono temi sociali molto attuali e significativi come:

📌 l’ingiustizia della sconvolgente disparità tra la vita condotta dai più poveri e quella dei pochissimi ricchi privilegiati;

📌la tragicità della dipendenza dal gioco d’azzardo che inghiotte la persona che ne è affetta come farebbe un cancro, annientandola completamente e facendogli il vuoto intorno;


📌 il valore della vita umana;


📌 il senso della vita;


📌 le virtù intese come generosità, coraggio, rispetto e giustizia.

💡E ancora all’interno della serie si trovano molte similitudini con esperienze umane realmente accadute che vogliono essere sicuramente uno stimolo alla riflessione sulla banalità del male (volendo citare la grandissima Hannah Arendt che dopo i drammi della seconda guerra mondiale dedicò la sua vita di accademica allo studio del pluralismo politico e all’inclusione dell’altro diverso da Se’).

Ecco quindi queste similitudini:
❗️l’organizzazione della setta, che ricorda molto l’organizzazione nazista;
❗️i ruoli delle guardie e dei concorrenti che a ben vedere alla fine sono entrambi vittime, proprio come successe nel famoso esperimento di psicologia sociale condotto dall’Università di Stanford nel ‘71 sul comportamento che le persone assumono una volta rivestito il ruolo di guardie o di prigionieri, che ebbe risvolti talmente drammatici da costringere il gruppo di ricerca a sospendere l’esperimento.

Quindi ripetendomi, la serie è sicuramente molto forte e a tratti destabilizzante anche per un adulto, ma non credo vada demonizzata in quanto tale poiché analizzandone i messaggi insiti si tratta forse più di una serie che vuole proporre delle riflessioni umane importanti, seppur in modo molto duro, piuttosto che di un thriller fine a se stesso.

⚠️ Il vero problema che scatena però SQUID GAME e che veramente non è accettabile, è la sua visione da parte dei bambini (e aggiungerei anche degli adolescenti se non accompagnati nella visione in una riflessione e discussione attenta e critica da parte dei genitori e degli educatori).

Visione quindi che quando avviene non è per responsabilità della piattaforma che propone il prodotto, ma piuttosto per la disattenzione dei genitori rispetto ai contenuti televisivi scelti dai propri figli, se non addirittura dalla grave scelta degli adulti di guardare la serie mentre i piccoli sono presenti! Decisione davvero discutibile se si considera che le scene proposte sono di una cruenza e durezza tale da sconvolgere anche il pubblico adulto, quindi tali scene diventano incredibilmente gravi se viste da un bambino che non possiede nè lo sviluppo emotivo, nè le conoscenze sociali, nè le esperienze di vita necessarie per contenere le emozioni che queste suscitano, nè per comprendere e valutare il significato di quella malvagità. Tutto questo rimane quindi nella mente e nel corpo del bambino che non sapendo comprendere quello che ha visto lo rivive in maniera passiva negli incubi notturni e nei pensieri pervasivi che iniziano ad investirlo e in maniera attiva nei giochi emulativi che ripropone con il gruppo dei pari, palesando tutto il disagio che questa esposizione inadeguata ha generato in lui.

Quella della disattenzione e quella della scelta volontaria di far vedere questo contenuto ai propri figli sono quindi due situazioni molto diverse e quella che accade di più è quella legata al non adeguato controllo da parte dei genitori su quello che vedono i bambini, colpa spesso della nostra scarsa familiarità di adulti con i mezzi digitali rispetto invece alle più alte competenze dei bambini che sono appunto nativi digitali!

Dico questo perché
IL CASO SQUID GAME È SOLO LA PUNTA DI UN GRANDE ICEBERG fatto di contenuti digitali inappropriati che i bambini seguono su piattaforme come YouTube e dei quali spesso i genitori ignorano completamente la visione! Si torna quindi al tema della sorveglianza e della padronanza di questi mezzi digitali di cui come adulti dobbiamo farci carico, poiché il mondo cambia e i bisogni e le abitudini dei bambini anche!

La risposta quindi non può mai essere assolutistica e autoritaria togliendo completamente di mezzo lo strumento digitale, perché il risultato in quel caso sarebbe una ricerca furtiva del bambino, attraverso sotterfugi come spiare o usare il telefono di genitori, nonni, amici ecc. quando non sorvegliati; o attraverso il confronto con gli amichetti che a loro volta probabilmente sono arrivati a questi contenuti all’oscuro dei propri genitori.

Quello che serve è dunque un dialogo sincero e attento anche dell’età del bambino! Non possiamo demandare a loro la scelta di quali contenuti guardare quando sono così piccoli da non padroneggiare poi cognitivamente ed emotivamente quello che è passato davanti ai loro occhi. Allo stesso tempo i mezzi digitali fanno parte della nostra vita quindi anche di quella dei bambini. L’esposizione ai media e alle tecnologie digitali deve quindi avvenire in un tempo e in uno spazio pensato e mediato dall’adulto, che sappia offrire queste stimolazioni in un’ottica di risorsa sotto forma di esperienze arricchenti!

SI allora a far scegliere ai bambini tra una serie di proposte selezionate però precedentemente dall’adulto e per un tempo che non superi mai la mezz’ora.

Tornando ora al “e cosa facciamo se ci chiedono di giocare a SQUID GAME o se li vediamo fare spontaneamente questo gioco?!

1. CERCHIAMO DI RESISTERE ALLA TENTAZIONE DI GIUDICARE! Per quanto infatti possano essere sbagliati i contenuti del gioco in Se ricordiamo che per i bambini giocare è una forma di conoscenza ed espressione personale, quindi giudicare bruscamente come brutto, violento e inadeguato questo gioco potrebbe essere interpretato dal bambino come un giudizio nei suoi confronti .

2. EVITIAMO DI STOPPARE IL GIOCO DANDO NOI UN’ALTERNATIVA “GIUSTA”! Invadere così il gioco del bambino dando una soluzione non pensata e mediata da lui non produce infatti nel piccolo una riflessione circa i motivi per cui quel gioco non sia opportuno ma sarà piuttosto vissuto dal bambino come un semplice momento coercitivo.

3. STIMOLIAMO INVECE LA RIFLESSIONE CIRCA I CONTENUTI DI QUESTO GIOCO sostenendo il bambino in riflessioni e conclusioni personali e originali.

Sosteniamo allora la riflessione facendo tante domande (senza però aspettarci la risposta che NOI riteniamo giusta!):

-come mai hai voglia di giocare a questo gioco?

– cosa ti piace in particolare di Squid game?

-che cosa sai di questo gioco? Ne hai sentito parlare da qualcuno o lo hai visto in tv?

-lo sai che le scene che vediamo nei film non sono vere, che quei personaggi che hai visto giocare sono degli attori e interpretavano un ruolo? Questo significa che le cose che vediamo nei film non sempre succedono anche nella realtà o che nella realtà si potrebbero rifare perché sono cose pericolose.

-cosa ne pensi della fine che fanno i giocatori che perdono? Sai cosa significa essere eliminati? Secondo te è giusto che una persona che sta giocando se perde debba subire una punizione così?

– quando giochi con i tuoi amici per te che cosa è giusto fare quando qualcuno perde? Perché?

Le domande poi sia nel loro lessico, quindi nelle parole che adoperiamo, sia nella loro complessità di contenuto, vanno tarate in base all’età del bambino.

4. Dopo aver stimolato la riflessione cerchiamo quindi di SOSTENERE IL BAMBINO NELLA SCELTA DI UN GIOCO ALTERNATIVO che sia scelto da lui e che quindi possa rivelarsi per il piccolo altrettanto attraente e motivante quanto quello scelto inizialmente e che venga quindi valutato autonomamente dal bambino come un’alternativa migliore.

In tutto questo servono poi sempre delle regole certe che hanno la finalità di contenere e guidare costruttivamente il mettersi in gioco del bambino: quindi verbalizziamo che non tolleriamo mai il far male: nè agli altri, nè a Se’ stessi anche quando si gioca!

Perché giocare è bello nella misura in cui abbiamo rispetto di noi e degli altri.

E io? Che cosa ho risposto a quel bambino di seconda? Per fortuna è suonata la campanella!😅💁🏻‍♀️

Ma scherzi a parte ci sarà modo nei prossimi incontri di sviscerare con tutto il gruppo classe questo tema accogliendo i loro pensieri e le loro riflessioni in un clima che sarà di confronto e MAI ma proprio MAI di giudizio. Perché educare secondo la mia postura pedagogica non significa plasmare a propria immagine e somiglianza ma mettere nelle condizioni il bambino di poter apprendere attraverso il suo pensiero.

Autore: Dott.ssa Marina Pavesi -Pedagogista e Psicomotricista

TORNA LA PSICOMOTRICITA’ GENITORE/BAMBINO

A GRANDE RICHIESTA TORNA IL PERCORSO PSICOMOTORIO RIVOLTO AI PIù PICCOLI E AI LORO GENITORI.
“Giocando si cresce” è un percorso psicomotorio pensato per i bimbi che hanno già compiuto 2 anni.

Per sostenere piccoli e genitori in un anno della crescita contraddistinto da sfide e scontri, in cui il bambino con la sua caparbietà sa mettere a dura prova i genitori, prima che entrambi trovino finalmente il giusto equilibrio tra piacere di indipendenza e sicurezza dei confini dati dall’adulto.

In questo percorso la psicomotricista promuoverà esperienze e riflessioni attraverso il gioco, mentre la figura della pedagogista sosterrà le riflessioni che emergeranno e che avranno bisogno di un tempo apposito per essere elaborate.

Conduce l’attività Michela Martelli- educatrice di nido e psicomotricista

Consulenza pedagogica a cura di Dott.ssa Marina Pavesi- pedaogista e psicomotricista

A settembre andrà in prima!

Per preparare bene i propri figli all’inizio della scuola primaria quali attività sono utili? Quali i rischi di attività statiche a tavolino? Cos’è la “cognizione calda”?

Di tutto questo si parla nel mio ultimo articolo pubblicato su Uppa.it

Per leggere l’articolo clicca qui

Covid19: se non possiamo uscire, divertiamoci in casa!

Sono giorni strani e complicati questi, soprattutto da ieri sera, quando tutta Italia è ufficialmente diventata “zona rossa”. Sicuramente misure drastiche, quelle che il nostro Governo ha dovuto prendere, ma fatte nell’interesse di un bene più grande: la salute della collettività.

Nel momento in cui esce questo articolo, anche lo Studio di Psicomotricità ” La Capriola” si è adeguato al nuovo DPCM sospendendo tutte le attività in programma sia di gruppo che individuali.

Questo sforzo che viene richiesto a tutta la popolazione, e a cui anche ” La Capriola” si è adeguata, prevede stress e sacrifici alcuni più palesi, come quello economico, altri più sottili come quello psicologico.

Ed è proprio pensando al forte impatto psichico che questo momento sta avendo su ognuno di noi che come Psicomotricista mi sento di condividere l’invito ad allenarsi a guardare questa nuova condizione in cui tutti ci troviamo da un altro punto di vista: BASTA PENSARE AL LATO NEGATIVO, CONCENTRIAMOCI INVECE SULLE OPPORTUNITÀ che questa emergenza ci può fornire:

Siamo chiusi in casa? Si è vero, ma ciò significa anche  che in questo momento abbiamo l’opportunità di gestire diversamente il nostro tempo, dedicandoci magari a quelle passioni che solitamente dobbiamo trascurare perché sorpassate da una serie infinita di altre priorità quotidiane!

Chi non ha:

Un libro ancora da iniziare?

Una rivista ancora da sfogliare?

Un film o una nuova serie Netflix ancora da vedere?

Una playlist ancora da ascoltare?

Una ricetta ancora da sperimentare?

Una bottiglia di buon vino ancora da aprire?

Una passeggiata all’aria aperta ancora da fare?

Uno scrub o una maschera idratante ancora da provare?

Un pianoforte, una chitarra, un flauto, dei bonghi e chi più ne ha più ne metta… che stanno li a prendere la polvere in attesa di periodi meno frenetici per potercisi dedicare?

Ecco, se ognuno di noi, anche solo per un attimo, riuscisse a lasciarsi alle spalle gli enormi sacrifici e le ingenti difficoltà del momento, potrebbe realizzare che l’emergenza COVID19, può realmente concretizzarsi per tutti noi nell’opportunità di dedicarci a qualche passione e a qualche piccolo momento di piacere personale!

Inoltre se abbiamo dei bambini questa situazione ci consente di dedicare loro il tempo che gli impegni della normale quotidianità solitamente ci precludono. E anche qui credo che per tutti la lista delle cose che avremmo voluto (ma non potuto) fare sia bella lunga… Proviamo?!

Chi non ha pensato, e poi mai realizzato “perché poi chi ha il tempo di mettere a posto?!” almeno una volta  :

-di giocare agli chef con farine e ortaggi vari mettendo sottosopra tutta la cucina?

-di riordinare la loro libreria soffermandosi a leggere insieme le storie considerate più belle da voi e da loro?

-di costruire un fortino con gli scatoloni e le cianfrusaglie del garage?

-di organizzare una caccia al tesoro in giardino con tanto di biglietti scritti con un codice da decifrare?

-di  disegnare e colorare coi gessetti tutto il vialetto davanti casa?

-di insegnargli a giocare a briscola, scala, dama e scacchi???

-di insegnargli ad andare in bicicletta senza le rotelle?

-di portarli a pesca nel fiumiciattolo dietro casa?

-di portarli a funghi?

-di fargli provare lo strumento musicale che suonate voi?

-di insegnargli a tirare la pasta a mano, a fare una torta o la pizza?

-di tirare fuori tutti i vestiti vecchi della mamma e del papà e giocare ai travestimenti?

E la lista vi invito a continuarla da voi, sbizzarrendovi con la fantasia e con la consapevolezza di potersi ora ritagliare un tempo sicuramente inatteso, ma altrettanto pieno di potenziale…

E allora buon tempo “diverso” a tutti!

PS per iniziare a divertirvi con i vostri piccoli e perché no, anche per i soli grandi, vi metto qui sotto il link ad una divertentissima lettura ad alta voce fatta dalla collega Elisa Gastaldelli formatrice de Il Circo della Farfalla. Buona visione!

Tararì Tararera- Il Circo della Farfalla

 

 

 

 

 

Tra tante attività rivolte ai bambini: come scegliere quella giusta?

Le scuole sono ufficialmente iniziate e come ogni anno, con  il loro inizio partono anche tante attività del tempo libero rivolte ai bambini: psicomotricità, sport, corsi di nuoto, danza, inglese, teatro, arte e la lista potrebbe proseguire lunghissima…

All’interno di un panorama di scelta così ampio, rivolto tra l’altro a bambini sempre più piccoli, è bene però riflettere sul fatto che non tutte le esperienze sono adatte e hanno un senso a tutte le età. Come orientarsi allora nella scelta da fare?

Per un genitore è bene sapere che scegliere un’attività attenta ai bisogni evolutivi del piccolo significa orientarsi verso esperienze legate alla libera espressività personale del bambino più che alla qualità della performance (come scegliere sin dalla scuola dell’infanzia uno sport già definito, che il bambino non può essere in grado di affrontare non avendo ancora sviluppato appieno le competenze emotive e motorie necessarie per sostenere le richieste di  tale sport).

Soprattutto durante gli anni della scuola dell’infanzia è preferibile allora scegliere per il tempo libero:

POCHE attività, concedendo il giusto tempo per il riposo e per il gioco spontaneo nell’ambiente domestico: tempo che sempre più spesso viene svalutato ma che risulta fondamentale per dare lo spazio al bambino di rielaborare tranquillamente tutte le esperienze arricchenti vissute nella giornata!

SI allora ad attività extra-scolastiche che stimolano il bambino alla socializzazione in un ambiente diverso da quello scolastico MA nella giusta misura! una o al massimo due attività a settimana per un bambino della scuola dell’infanzia sono più che sufficienti!

E’ preferibile inoltre scegliere attività legate alla SPERIMENTAZIONE CORPOREA, prima sede di apprendimento per tutti gli Esseri Umani.

SI allora a psicomotricità, grafomotricità, acquaticità, laboratori di lettura, arte, teatro ecc., in quanto tali esperienze sono fortemente connaturate da uno svolgimento spontaneo e rispettoso dei tempi affettivo-relazionali del bambino. Sarà infatti attraverso una sperimentazione serena delle proprie capacità e della propria personalità che il piccolo svilupperà poi tutti quei requisiti per poter, più avanti, scegliere e affrontare con buoni risultati attività più specifiche.

Un altro importante criterio per orientarsi nella scelta delle attività è quello di informarsi accuratamente su chi conduce le attività con i piccoli, in quanto i bambini non essendo dei piccoli adulti hanno per questo peculiarità espressive totalmente differenti che spesso vengono fraintese da chi non ha una preparazione psico-pedagogica. Meglio allora orientarsi per proposte fatte da educatori, pedagogisti, psicomotricisti, psicologi dell’età evolutiva, piuttosto che da personale molto esperto nel proprio ambito di competenza ma che non ha conoscenze e competenze teorico/pratiche nell’ambito della prima infanzia e dell’età evolutiva.

Infine attenzione anche al numero di partecipanti: sia attività con grandi numeri che in gruppo ristretto possono essere delle buone esperienze ma quando il numero cambia, a cambiare sono anche le finalità! Nel grande gruppo il conduttore non potrà prestare la sufficiente attenzione al singolo bambino, per questo nella attività in gruppi numerosi ciò che si persegue è più che altro la sperimentazione della socialità, nel piccolo gruppo invece il rapporto tra conduttore e bambino diventa privilegiato perché il numero contenuto consente all’adulto di concentrare l’attenzione su ogni singolo bambino e di modulare maggiormente le variabili connesse all’interazione sociale.

Ecco allora che tenuti presenti questi pochi ma fondamentali criteri la scelta potrà essere realmente significativa e positiva per il percorso di crescita del proprio bambino.

Quello che viene proposto dallo Studio di psicomotricità “La Capriola” per bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria è la promozione di percorsi di psicomotricità, grafomotricità, e sostegno ai DSA, i quali anche quando svolti in piccolo gruppo sono comunque tutti personalizzati, poiché scopo dei percorsi attivati presso lo studio è quello di riconoscere e valorizzare l’unicità di ogni singolo bambino.

Per maggiori informazioni si invitano le famiglie a prendere contatto direttamente: studiolacapriola@gmail.com tel. 3402686656.

corsi 18-19

Star bene e apprendere attraverso la psicomotricità

Scopo della psicomotricità è la promozione del benessere psico-corporeo della persona in tutte le fasi della sua vita. Peculiarità dello psicomotricista è che per raggiungere questo obiettivo egli utilizza la comunicazione corporea promuovendo la libera e positiva espressività del corpo all’interno del setting psicomotorio, secondo la concezione olistica di unità tra mente e corpo.

In accordo inoltre con le neuroscienze e in particolar modo con l’Embodied cognition (secondo cui ogni forma di conoscenza passa prima per l’esperienza corporea), nella fase dello sviluppo infantile il gioco psicomotorio si configurerebbe come momento privilegiato  per la promozione dei processi di apprendimento in quanto in psicomotricità è proprio attraverso il corpo che viene esperita ogni esperienza.

Per quanto riguarda i processi di apprendimento e le difficoltà e/o i disturbi ad esso correlati, presso lo studio di Psicomotricità “La Capriola” ce ne si occupa attraverso:

-percorsi direttamente rivolti ai bambini;

-formazione, consulenza e supervisione al team docente;

-sostegno alla genitorialità.

Per maggiori informazioni sui servizi dello studio o per appuntamenti: studiolacapriola@gmail.com

corsi 18-19incontri individuali

A Natale tanta Psicomotricità per tutti

Come anticipato già la settimana scorsa, durante le vacanze di Natale lo Studio di Psicomotricità “La Capriola” rimarrà aperto per dare la possibilità a chi lo desiderasse di potersi avvicinare alla psicomotricità. Martedì 27 (previo appuntamento) sarà possibile fissare un primo incontro conoscitivo con genitori e bambini e a seguire mercoledì e giovedì i bambini potranno provare gratuitamente un incontro di psico e grafomotricità.

Inoltre, dopo le tante richieste, torna anche il corso genitori/bambini per i piccolissimi della fascia 24/36 mesi! Per dare il bentornato al corso di psicomotricità “Baby”, martedì 27 dicembre lo Studio ospiterà le pedagogiste de “Il Circo della Farfalla” con la serata tematica “I terribili due anni” la partecipazione è gratuita e aperta a tutti i genitori con bambini della fascia 24/36 mesi sempre previa prenotazione.

Tutte le attività che verranno proposte nella settimana di Natale sono gratuite ed aperte a tutti, si ricorda però che per l’inserimento nei gruppi di psicomotricità è necessario un colloquio conoscitivo da parte della psicomotricista con le famiglie e il bambino, per cui si invita a prendere quanto prima appuntamento al fine di trovare posto negli orari interessati.

per info e prenotazioni:

marinapavesi87@gmail.com

3402686656

natale-page-001

Dalle forme geometriche al gioco…

A “La Capriola-Studio di Psicomotricità” questa settimana con i gruppi di bimbi della scuola dell’infanzia abbiamo lavorato sul concetto di forma geometrica e poiché l’apprendimento passa attraverso l’esperienza i bambini sono stati liberi di sperimentare le forme attraverso il gioco. Ne sono scaturiti degli incontri davvero belli e divertenti in cui i bambini si sono cimentati nella categorizzazione, raggruppamento ad insieme, motricità fine, coordinazione oculo-manuale, memoria e attenzione.

Alcune immagini dei giochi elaborati dai bambini:

La psicomotricità educativa è adatta a tutti i bambini in quanto favorisce il loro percorso di crescita attraverso le giuste stimolazioni motorie, cognitive ed affettivo relazionali.

I corsi sono attivi tutto l’anno. Per partecipare potete contattare:

Studio di Psicomotricità “La Capriola”