Occhio alla traccia!

In partenza a giugno percorso di GRAFOMOTRICITA’ e POTENZIAMENTO VISIVO destinato ai bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia (il martedì alle 16:30 dal 7 giugno) e per i bambini di prima e seconda classe scuola primaria (il giovedì alle 18:30 dal 9 giugno).

8 incontri per consolidare quelle competenze grafomotorie che risultano centrali nel corretto avvio della scrittura, per quanto riguarda gli scolari dell’infanzia.

Mentre per gli alunni di prima e seconda scuola primaria 8 incontri per rinforzare le competenze scrittorie dei bambini che hanno già iniziato a scrivere, ma che faticano a rendere fluido e automatico il gesto grafico.

Plus molto importante di questo percorso sarà inoltre la presenza di un’optometrista che si occuperà di promuovere le abilità visuo-percettive, visuo-motorie e visuo-prassiche connesse con la scrittura, attraverso attività di gioco concordate con la Psicomotricista.

Prepararsi alla scrittura per chi deve andare in prima, o rinforzare un apprendimento tanto complesso quanto lo scrivere per i bambini che già frequentano la scuola primaria è una pratica importante ed utile, che deve però essere promossa attraverso le giuste stimolazioni e i più mirati rinforzi positivi, che in quanto metodologie educativo/didattiche specifiche non possono essere lasciate all’improvvisazione ma devono essere utilizzate da figure professionali specifiche come in questo caso lo Psicomotricista.

Quale momento migliore allora per occuparsi della promozione di un’abilità tanto specifica se non durante l’estate dove, complice la fine della scuola, i tempi della famiglia sono solitamente più distesi?

Per questo a Studio “La Capriola” abbiamo pensato a questo tipo di proposta per l’estate 2022!

Giovedì 26 maggio inoltre terremo un incontro divulgativo/informativo gratuito online proprio per informare famiglie e insegnanti interessati al tema, su come gli aspetti visivi influiscono sugli apprendimenti scolastici e presenteremo quindi i due percorsi

OCCHIO ALLA TRACCIA gruppo infanzia e OCCHIO ALLA TRACCIA gruppo primaria.

Per iscriversi al webinar gratuito cliccare qui “POTENZIAMENTO VISIVO E APPRENDIMENTI SCOLASTICI

INFO E PRENOTAZIONI:

studiolacapriola@gmail.com

Emozioni e apprendimenti scolastici

Che ruolo giocano le emozioni negli apprendimenti scolastici?

E quale può essere il contributo che la Psicomotricità può apportare allo sviluppo dell’intelligenza emotiva?

Di tutto questo si parla nel mio ultimo articolo “Emozioni e apprendimenti scolastici. L’apporto della psicomotricità nello sviluppo dell’intelligenza emotiva” contenuto nel numero di marzo 2022 della rivista “La Psicomotricità” Ed. Erickson.

Per accedere alla rivista clicca qui

Percorsi di Primavera

Con la primavera presso lo Studio di Pedagogia e Psicomotricità La Capriola di Villafranca di Verona abbiamo pensato proprio a tutti: sono infatti in partenza tanti nuovi percorsi sia psicomotori che grafomotori!

Per i più piccoli: fascia 12/18 mesi, 18/24 mesi e 24/36 mesi PSICOMOTRICITA’ GENITORE/BAMBINO ASSIEME il martedì pomeriggio alle 16:30 e il sabato mattina alle 10:30.

Proseguiamo poi con i bimbi della scuola dell’infanzia con un Sabato ricco di proposte: al mattino LASCIAMO IL SEGNO ore 9:30, percorso di grafomotricità destinato ai bambini dell’ultimo anno per consolidare i prerequisiti della scrittura. Mentre al pomeriggio EMOZIONI IN GIOCO ore 16:30, percorso psicomotorio destinato alla scoperta e sperimentazione delle emozioni per bambini del gruppo piccoli, medi e grandi.

Terminiamo poi con i bambini della scuola primaria proponendo anche per loro LASCIAMO IL SEGNO ore 11:30, percorso di grafomotricità volto al consolidamento e al rinforzo delle abilità grafomotorie. Attività adatta quindi a tutti quei bambini che nell’avvio della scrittura stiano incontrando qualche difficoltà, ma anche a tutti coloro che amano particolarmente esprimersi attraverso tracciati e colori, in altre parole attraverso la comunicazione grafica! Al pomeriggio poi EMOZIONI IN GIOCO ore 15:30, percorso psicomotorio destinato alla valorizzazione delle proprie emozioni e alla relazione con gli altri.

Ogni percorso si svilupperà in 8 incontri in piccolo gruppo (massimo 5 bambini) affiancato ad una consulenza pedagogica individuale rivolta ad ogni famiglia, non solo per confrontarsi sul percorso svolto dai propri bambini, ma anche per riflettere assieme ad una pedagogista (figura che si occupa dello studio dei processi educativi) circa particolari dinamiche educative che stanno particolarmente a cuore ai genitori.

Coordinatrice Pedagogica dello Studio: Dott.ssa Marina Pavesi

PSICOMOTRICISTE DEI PERCORSI: Michela Martelli e Sara Fusini

info e prenotazioni: studiolacapriola@gmail.com

Giochi e strategie per imparare meglio

Spesso accolgo in consulenza pedagogica genitori di bambini che stanno per andare alla scuola primaria e la loro preoccupazione maggiore è se i loro figli saranno sufficientemente pronti per imparare.

In questo articolo pubblicato su il blog di Il Circo della Farfalla spiego quali sono i prerequisiti necessari per un sereno avvio degli apprendimenti scolastici, quali i meccanismi mentali connessi e soprattutto quali tipo di stimolazioni possono proporre i genitori ai loro bambini, rispettandone la maturazione emotiva e cognitiva!

La chiave come sempre sta nel GIOCO: alleato numero 1 per l’armoniosa crescita di ogni bambino.

Per approfondire l’argomento leggi l’articolo cliccando qui: GIOCARE CON L’ATTENZIONE, PER APPRENDERE MEGLIO!

In partenza psicomotricità baby

Dal mese di marzo nuovi corsi di psicomotricità genitore/bambino per la fascia 12/18 mesi (il sabato mattina alle 9:30), fascia 18/24 mesi (il sabato mattina alle 10:30), fascia 24/36 mesi (il martedì pomeriggio alle 16:30).

Un’esperienza di gruppo per vivere insieme al proprio cucciolo e ad altre famiglie la gioia di divertirsi e crescere assieme attraverso il gioco condiviso!

Posti limitati (max 5 coppie)

Info e prenotazioni:

studiolacapriola@gmail.com

Corsi di psicomotricità per piccolissimi

Presso Studio di Psicomotricità La Capriola (Villafranca di Verona) da sabato 27 novembre si terrà il percorso psicomotorio GIOCANDO SI CRESCE destinato ai bimbi della fascia 18/24 mesi (ore 10:30) e della fascia 24/36 mesi (ore 9:30).

Un momento di gioco condiviso genitore-bambino per scoprirsi e capirsi attraverso l’esperienza ludica proposta dalla Psicomotricista.

Peculiarità del percorso proposto presso La Capriola è quello di essere proposto ad un numero ristretto di partecipanti! Perché se il confronto e la sperimentazione assieme al gruppo dei pari è una tappa centrale nella crescita del bambino, è anche vero che per dare reale attenzione e cura ad ogni famiglia il gruppo non può essere troppo numeroso!

⚠️POSTI LIMITATI (max 5 coppie)⚠️

Se desideri partecipare riserva il posto per te e il tuo bambino scrivendo a:

studiolacapriola@gmail.com

IL CASO SQUID GAME? È SOLO LA PUNTA DI UN GRANDE ICEBERG!

⁉️E se ci chiedono di giocare a SQUID GAME?⁉️

La settimana scorsa riprendendo il percorso di psicomotricità in una scuola primaria che seguo da diversi anni mi sono imbattuta in un bambino di classe seconda che nel primo incontro, dove solitamente propongo agli alunni di scegliere il gioco dell’anno precedente che gli era piaciuto di più, mi ha chiesto di poter giocare a SQUID GAME.
Purtroppo mi aspettavo che prima o poi questa domanda sarebbe arrivata perché essendo questa serie il fenomeno del momento, sono già molte le figure professionali dell’infanzia che hanno denunciato il preoccupante dilagare di questo gioco tra i più piccoli.

Prima di raccontarvi dunque la mia risposta facciamo un passo indietro e analizziamo bene i contenuti di questo tanto acclamato “Squid Game”.


Complice la segregazione in casa per influenza della mia bimba e anche mia (negative al covid fortunatamente 🍀) in questi giorni nelle molte ore di sonno fatte dalla piccola ho avuto la possibilità di documentarmi rispetto questa serie, di cui appunto avevo sentito parlare ma che non avevo ancora visto.

Lungi dal voler spoilerare il contenuto a chi volesse guardarla riassumo brevemente la trama per far però comprendere di cosa stiamo parlando:

📽 Si tratta fondamentale di un thriller in cui dei poveri malcapitati inghiottiti dai debiti e da scelte di vita infelici e/o sfortunate si ritrovano ad accettare di partecipare ad una gara composta da 6 sfide fatte di giochi per bambini come “Un, due, tre stella” dove al vincitore spetta un ricco montepremi, ma dove i perdenti vengono eliminati, e drammaticamente i giocatori scopriranno solo durante il primo gioco che per eliminati si intende uccisi!

🔎 Analizzando ora la serie da un punto di vista pedagogico, che è quello che interessa a noi in questa riflessione, dato che siamo partiti dal fatto che SQUID GAME sta spopolando tra i bambini, quello che sicuramente si può affermare è che nella sua cruenza in realtà la serie non è da demonizzare in assoluto. I temi trattati infatti, seppur in maniera discutibilmente truce, sono temi sociali molto attuali e significativi come:

📌 l’ingiustizia della sconvolgente disparità tra la vita condotta dai più poveri e quella dei pochissimi ricchi privilegiati;

📌la tragicità della dipendenza dal gioco d’azzardo che inghiotte la persona che ne è affetta come farebbe un cancro, annientandola completamente e facendogli il vuoto intorno;


📌 il valore della vita umana;


📌 il senso della vita;


📌 le virtù intese come generosità, coraggio, rispetto e giustizia.

💡E ancora all’interno della serie si trovano molte similitudini con esperienze umane realmente accadute che vogliono essere sicuramente uno stimolo alla riflessione sulla banalità del male (volendo citare la grandissima Hannah Arendt che dopo i drammi della seconda guerra mondiale dedicò la sua vita di accademica allo studio del pluralismo politico e all’inclusione dell’altro diverso da Se’).

Ecco quindi queste similitudini:
❗️l’organizzazione della setta, che ricorda molto l’organizzazione nazista;
❗️i ruoli delle guardie e dei concorrenti che a ben vedere alla fine sono entrambi vittime, proprio come successe nel famoso esperimento di psicologia sociale condotto dall’Università di Stanford nel ‘71 sul comportamento che le persone assumono una volta rivestito il ruolo di guardie o di prigionieri, che ebbe risvolti talmente drammatici da costringere il gruppo di ricerca a sospendere l’esperimento.

Quindi ripetendomi, la serie è sicuramente molto forte e a tratti destabilizzante anche per un adulto, ma non credo vada demonizzata in quanto tale poiché analizzandone i messaggi insiti si tratta forse più di una serie che vuole proporre delle riflessioni umane importanti, seppur in modo molto duro, piuttosto che di un thriller fine a se stesso.

⚠️ Il vero problema che scatena però SQUID GAME e che veramente non è accettabile, è la sua visione da parte dei bambini (e aggiungerei anche degli adolescenti se non accompagnati nella visione in una riflessione e discussione attenta e critica da parte dei genitori e degli educatori).

Visione quindi che quando avviene non è per responsabilità della piattaforma che propone il prodotto, ma piuttosto per la disattenzione dei genitori rispetto ai contenuti televisivi scelti dai propri figli, se non addirittura dalla grave scelta degli adulti di guardare la serie mentre i piccoli sono presenti! Decisione davvero discutibile se si considera che le scene proposte sono di una cruenza e durezza tale da sconvolgere anche il pubblico adulto, quindi tali scene diventano incredibilmente gravi se viste da un bambino che non possiede nè lo sviluppo emotivo, nè le conoscenze sociali, nè le esperienze di vita necessarie per contenere le emozioni che queste suscitano, nè per comprendere e valutare il significato di quella malvagità. Tutto questo rimane quindi nella mente e nel corpo del bambino che non sapendo comprendere quello che ha visto lo rivive in maniera passiva negli incubi notturni e nei pensieri pervasivi che iniziano ad investirlo e in maniera attiva nei giochi emulativi che ripropone con il gruppo dei pari, palesando tutto il disagio che questa esposizione inadeguata ha generato in lui.

Quella della disattenzione e quella della scelta volontaria di far vedere questo contenuto ai propri figli sono quindi due situazioni molto diverse e quella che accade di più è quella legata al non adeguato controllo da parte dei genitori su quello che vedono i bambini, colpa spesso della nostra scarsa familiarità di adulti con i mezzi digitali rispetto invece alle più alte competenze dei bambini che sono appunto nativi digitali!

Dico questo perché
IL CASO SQUID GAME È SOLO LA PUNTA DI UN GRANDE ICEBERG fatto di contenuti digitali inappropriati che i bambini seguono su piattaforme come YouTube e dei quali spesso i genitori ignorano completamente la visione! Si torna quindi al tema della sorveglianza e della padronanza di questi mezzi digitali di cui come adulti dobbiamo farci carico, poiché il mondo cambia e i bisogni e le abitudini dei bambini anche!

La risposta quindi non può mai essere assolutistica e autoritaria togliendo completamente di mezzo lo strumento digitale, perché il risultato in quel caso sarebbe una ricerca furtiva del bambino, attraverso sotterfugi come spiare o usare il telefono di genitori, nonni, amici ecc. quando non sorvegliati; o attraverso il confronto con gli amichetti che a loro volta probabilmente sono arrivati a questi contenuti all’oscuro dei propri genitori.

Quello che serve è dunque un dialogo sincero e attento anche dell’età del bambino! Non possiamo demandare a loro la scelta di quali contenuti guardare quando sono così piccoli da non padroneggiare poi cognitivamente ed emotivamente quello che è passato davanti ai loro occhi. Allo stesso tempo i mezzi digitali fanno parte della nostra vita quindi anche di quella dei bambini. L’esposizione ai media e alle tecnologie digitali deve quindi avvenire in un tempo e in uno spazio pensato e mediato dall’adulto, che sappia offrire queste stimolazioni in un’ottica di risorsa sotto forma di esperienze arricchenti!

SI allora a far scegliere ai bambini tra una serie di proposte selezionate però precedentemente dall’adulto e per un tempo che non superi mai la mezz’ora.

Tornando ora al “e cosa facciamo se ci chiedono di giocare a SQUID GAME o se li vediamo fare spontaneamente questo gioco?!

1. CERCHIAMO DI RESISTERE ALLA TENTAZIONE DI GIUDICARE! Per quanto infatti possano essere sbagliati i contenuti del gioco in Se ricordiamo che per i bambini giocare è una forma di conoscenza ed espressione personale, quindi giudicare bruscamente come brutto, violento e inadeguato questo gioco potrebbe essere interpretato dal bambino come un giudizio nei suoi confronti .

2. EVITIAMO DI STOPPARE IL GIOCO DANDO NOI UN’ALTERNATIVA “GIUSTA”! Invadere così il gioco del bambino dando una soluzione non pensata e mediata da lui non produce infatti nel piccolo una riflessione circa i motivi per cui quel gioco non sia opportuno ma sarà piuttosto vissuto dal bambino come un semplice momento coercitivo.

3. STIMOLIAMO INVECE LA RIFLESSIONE CIRCA I CONTENUTI DI QUESTO GIOCO sostenendo il bambino in riflessioni e conclusioni personali e originali.

Sosteniamo allora la riflessione facendo tante domande (senza però aspettarci la risposta che NOI riteniamo giusta!):

-come mai hai voglia di giocare a questo gioco?

– cosa ti piace in particolare di Squid game?

-che cosa sai di questo gioco? Ne hai sentito parlare da qualcuno o lo hai visto in tv?

-lo sai che le scene che vediamo nei film non sono vere, che quei personaggi che hai visto giocare sono degli attori e interpretavano un ruolo? Questo significa che le cose che vediamo nei film non sempre succedono anche nella realtà o che nella realtà si potrebbero rifare perché sono cose pericolose.

-cosa ne pensi della fine che fanno i giocatori che perdono? Sai cosa significa essere eliminati? Secondo te è giusto che una persona che sta giocando se perde debba subire una punizione così?

– quando giochi con i tuoi amici per te che cosa è giusto fare quando qualcuno perde? Perché?

Le domande poi sia nel loro lessico, quindi nelle parole che adoperiamo, sia nella loro complessità di contenuto, vanno tarate in base all’età del bambino.

4. Dopo aver stimolato la riflessione cerchiamo quindi di SOSTENERE IL BAMBINO NELLA SCELTA DI UN GIOCO ALTERNATIVO che sia scelto da lui e che quindi possa rivelarsi per il piccolo altrettanto attraente e motivante quanto quello scelto inizialmente e che venga quindi valutato autonomamente dal bambino come un’alternativa migliore.

In tutto questo servono poi sempre delle regole certe che hanno la finalità di contenere e guidare costruttivamente il mettersi in gioco del bambino: quindi verbalizziamo che non tolleriamo mai il far male: nè agli altri, nè a Se’ stessi anche quando si gioca!

Perché giocare è bello nella misura in cui abbiamo rispetto di noi e degli altri.

E io? Che cosa ho risposto a quel bambino di seconda? Per fortuna è suonata la campanella!😅💁🏻‍♀️

Ma scherzi a parte ci sarà modo nei prossimi incontri di sviscerare con tutto il gruppo classe questo tema accogliendo i loro pensieri e le loro riflessioni in un clima che sarà di confronto e MAI ma proprio MAI di giudizio. Perché educare secondo la mia postura pedagogica non significa plasmare a propria immagine e somiglianza ma mettere nelle condizioni il bambino di poter apprendere attraverso il suo pensiero.

Autore: Dott.ssa Marina Pavesi -Pedagogista e Psicomotricista

TORNA LA PSICOMOTRICITA’ GENITORE/BAMBINO

A GRANDE RICHIESTA TORNA IL PERCORSO PSICOMOTORIO RIVOLTO AI PIù PICCOLI E AI LORO GENITORI.
“Giocando si cresce” è un percorso psicomotorio pensato per i bimbi che hanno già compiuto 2 anni.

Per sostenere piccoli e genitori in un anno della crescita contraddistinto da sfide e scontri, in cui il bambino con la sua caparbietà sa mettere a dura prova i genitori, prima che entrambi trovino finalmente il giusto equilibrio tra piacere di indipendenza e sicurezza dei confini dati dall’adulto.

In questo percorso la psicomotricista promuoverà esperienze e riflessioni attraverso il gioco, mentre la figura della pedagogista sosterrà le riflessioni che emergeranno e che avranno bisogno di un tempo apposito per essere elaborate.

Conduce l’attività Michela Martelli- educatrice di nido e psicomotricista

Consulenza pedagogica a cura di Dott.ssa Marina Pavesi- pedaogista e psicomotricista