In origine venne il GREST… poi lo trasformarono in CER!!!

A volte parlando con delle amiche che sono giovani mamme, mi capita di imbattermi in frasi del tipo: << vorrei far fare qualcosa al bambino adesso che arriva l’estate, ma non so cosa…. e poi, non sarà troppo piccolo???>>

Da brava psicomotricista 🙂 , a loro e a tutti i genitori che si fanno questa domanda, dedico questo articolo; con la speranza che vi sia utile nel schiarirvi le idee circa un valido servizio per l’infanzia quale è il CER (centro estivo ricreativo).

Chi di voi almeno una volta nell’ infanzia, non ha partecipato al simbolo dell’estate per antonomasia: il mitico GREST?! Ebbene io ho la grande fortuna di poter rispondere: << io sì>>.
Appena arriva l’estate e le scuole chiudono, passando davanti al centro parrocchiale e al campo sportivo del paese, il ricordo si fa prorompente…
Già perché, per chi come me viene da una piccola realtà di paese, solitamente il GREST è un servizio organizzato dalla parrocchia e rivolto ai bambini della scuola primaria e secondaria (dai 6 ai 13 anni).
Ai miei tempi ( ho la veneranda età di 25 anni :p ), gli animatori erano ragazzi delle scuole superiori che venivano coordinati direttamente dal parroco o da un adulto esperto di istruzione (solitamente un insegnante delle elementari o delle medie), che era stato incaricato dal parroco stesso. Il grest durava metà giornata (nel mio paese la mattina, ma in altri era previsto al pomeriggio) e si svolgeva secondo una scaletta sempre fissa: ore 8:00 Santa Messa, poi ritrovo al teatro per la scenetta del giorno, quindi laboratori vari (bricolage, teatro, cucina, danza, arte ecc), poi merenda e finalmente giochi a squadre, ore 12:00 conclusione. Ogni giorno si susseguiva sempre secondo questa scaletta tranne in quello della tanto attesa gita! E qui, devo spezzare una lancia a favore dei nostri tanto cari frati, che assieme ad un fantastico team di animatori, e a qualche volenteroso (e temerario) genitore, sceglievano sempre escursioni in montagna (la mia preferita era quella al santuario di San Romedio in Val di Non -TN-)!!!
Il Grest durava solitamente 3 settimane e alla conclusione i genitori erano invitati ad una serata conclusiva dove solitamente aveva luogo la recita preparata da animatori e bambini durante tutto il Grest.

Come dicevo nei miei ricordi il Grest della parrocchia riveste ancora un ruolo fondamentale della mia infanzia e seppur lo ricordo con molto affetto, va detto che oggi in sempre più realtà territoriali, oltre al grest parrocchiale, che tutto sommato riveste ancora l’impronta di quello dei miei tempi, si è affiancata la sua forma evoluta: il cosiddetto CER (CENTRO ESTIVO RICREATIVO).
Parlo di Cer come una forma evoluta di Grest, in quanto esso non rappresenta più solamente un ottimo servizio ricreativo che la parrocchia metteva a disposizione delle famiglie, per la sorveglianza dei bambini in un periodo dove venendo a mancare il servizio scolastico, i genitori avrebbero dovuto altrimenti far ricorso ai nonni o ad altre soluzioni, per l’affidamento dei piccoli; ma il CER, nella sua natura attuale, è soprattutto un contesto pedagogico che da la possibilità al bambino di sperimentare la socializzazione con i coetanei, e di vivere esperienze ludiche e psicomotorie.
Il Cer infatti solitamente non è organizzato dalla parrocchia ma piuttosto da enti pubblici come il Comune o enti privati quali centri sportivi o ludoteche ecc. L’ organizzazione e il calendario delle attività viene deciso da professionisti dell’infanzia quali: pedagogisti, psicologi, educatori, psicomotricisti ecc, e quelli che nella vecchia forma venivano chiamati animatori, oggi sono educatori  professionisti o formati per esserlo.

Il CER inoltre si rivolge ad un target di utenza molto più piccolo, si parte infatti dai bambini della scuola dell’ infanzia, e in alcuni casi addirittura da quelli del nido.

Anche la scaletta della giornata è molto diversa: i ritmi si articolano seguendo un’ ordine che assomiglia di più a quello scolastico, e le attività di laboratorio, che ogni giorno sono diverse, ricoprono il ruolo principale.
Nella mia esperienza di psicomotricista ho avuto la fortuna di poter lavorare qualche anno all’interno dei CER organizzati dal Comune di Verona e gestiti dalla cooperativa sociale Aldia di Pavia. Ho usato volutamente il termine “fortuna” perchè, il programma di questi CER è talmente ricco dal punto di vista pedagogico/ educativo, che secondo il mio punto di vista, esso non solo è stato un’ esperienza magica per i bambini, ma anche una grande esperienza di crescita professionale per me.

Concludendo quello che mi sento di consigliare ai genitori è di informarvi sulle proposte del territorio, che per fortuna nella provincia di Verona sono veramente tante, e di scegliere quella più adatta alle vostre esigenze; quindi iscrivete i vostri bambini e lasciate che essi vivano dei momenti ludici e psicomotori, pensati appositamente per loro; perché è grazie alle esperienze che essi fanno che potranno crescere e scoprire il mondo! 

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