“Assolutamente No!” La risposta che mi ha spezzato il cuore..

Ieri una mamma che seguo nel mio percorso di benessere materno MAMME AL CENTRO, durante la sessione introduttiva, alla mia domanda se si senta supportata da qualcuno nell’educazione dei suoi figli, mi ha risposto “assolutamente no”!

Alle mie domande seguenti per capire meglio quel “assolutamente” in realtà lei stessa mi dice che le persone intorno a lei che la potrebbero aiutare ci sono: ha un marito, una mamma disponibile e anche dei suoceri con cui ha buoni rapporti, e allora perché si sente “assolutamente” di non essere supportata? 

Ebbene, quando l’aiuto a rifletterci su, la risposta che si ritrova a darmi, (e che la porta a un pianto liberatorio dopo averla tirata fuori) è che: “NON chiedo mai aiuto a nessuno, perché il pensiero di doverlo fare mi fa sentire inadeguata e in difetto nei confronti della persona a cui devo chiederlo” 

Risultato? Mi racconta che questa modalità del dovercela fare sempre da sola, l’ha portata addirittura, quando suo figlio era più piccolo al ritrovarsi ad occuparsi da sola di lui nonostante una caviglia rotta e le stampelle per potersi muovere. 

Ecco, se in questo momento, leggendo la storia della mia Mamma al Centro, ti rivedi, perché magari, non proprio la stessa situazione, ma comunque la stessa dinamica la vivi anche tu, voglio condividere con te una riflessione che spero ti sarà utile per smettere di credere che chiedere aiuto sia sbagliato o sia sinonimo di debolezza.

Devi sapere, che il meccanismo dietro la difficoltà a chiedere aiuto non centra niente con la nostra capacità di gestire o meno i problemi, perché spoiler: alcune circostanze sono fuori dal nostro controllo (vedi il rompersi una caviglia).

 Il sapere chiedere aiuto dipende piuttosto da cosa hai vissuto finora nella tua vita rispetto all’essere aiutata:

-Nella tua vita, e in particolar modo quando eri piccola, chi c’era per te quando avevi bisogno di aiuto?

-e soprattutto quelle persone a cui tu bambina hai chiesto aiuto (i tuoi genitori, la tua maestra, il tuo allenatore di pallavolo ecc) si sono dimostrate affidabili nel supporto che poi ti hanno dato?

-e quel supporto che poi hai ricevuto era nella forma di cui tu avevi bisogno o è stato impacchettato nel “consiglio preconfezionato” o nella soluzione generica del “si fa così, perché tutti fanno così…” o “ma su dai, smettila di piangere, che tanto non è mica una cosa grave…”

Ecco, le esperienze vissute sinora e soprattutto nell’infanzia hanno una ripercussione molto forte sul tuo modo di analizzare e interpretare le cose, pertanto le tue esperienze pregresse creano le tue aspettative presenti e future, e le aspettative generano poi i tuoi comportamenti o la mancanza di comportamenti (come appunto non chiedere aiuto anche se in realtà ne hai un disperato bisogno).

Ma c’è una buona notizia: per quanto le esperienze passate ti abbiano segnata e su quelle ormai tu non possa più farci niente (se non lavorare per accettarlo magari in un percorso di psicoterapia), sul tuo presente e sul tuo futuro hai molto (non tutto eh) controllo e potere!

Per questo quello che voglio invitarti a fare per uscire da questa dinamica dolorosa e pericolosa del “devo farcela per forza da sola” che spoiler: non solo danneggia te, ma è potenzialmente rischiosa anche per chi ti sta intorno, ti invito ad un’azione concreta:

A.prova a pensare in questo momento qual è una cosa su cui avresti davvero tanto bisogno di ricevere aiuto.

B. Prova quindi ad individuare chi, può essere quella tua persona di fiducia a cui delegarla (il tuo patner, una tua amica, un collega fidato ecc) .

C. prova a scrivere la frase da dirgli/le per fare questa richiesta e poi leggila a voce alta.

D. se c’è qualcosa che ti blocca chiediti da quale convinzione che ti porti dietro da tempo arriva quel blocco? Perché altro spoiler: le convinzioni sono solo pensieri! non sono verità assolute! Quindi se indentifichi una convinzione limitante prova a vederla da un’altra prospettiva.

E. passa all’azione e chiedi davvero aiuto, potrebbe aiutarti in una prima fase scrivere una richiesta via messaggio e inviarla da cellulare, poi una volta allenata la competenza a chiedere, potresti passare a chiedere direttamente di persona 😉

Ti è stato utile questo articolo? Se ti va di rispondermi come è andata nel provarci puoi scrivermi a:

studiolacapriola@gmail.com

Percorsi di Primavera

Con la primavera presso lo Studio di Pedagogia e Psicomotricità La Capriola di Villafranca di Verona abbiamo pensato proprio a tutti: sono infatti in partenza tanti nuovi percorsi sia psicomotori che grafomotori!

Per i più piccoli: fascia 12/18 mesi, 18/24 mesi e 24/36 mesi PSICOMOTRICITA’ GENITORE/BAMBINO ASSIEME il martedì pomeriggio alle 16:30 e il sabato mattina alle 10:30.

Proseguiamo poi con i bimbi della scuola dell’infanzia con un Sabato ricco di proposte: al mattino LASCIAMO IL SEGNO ore 9:30, percorso di grafomotricità destinato ai bambini dell’ultimo anno per consolidare i prerequisiti della scrittura. Mentre al pomeriggio EMOZIONI IN GIOCO ore 16:30, percorso psicomotorio destinato alla scoperta e sperimentazione delle emozioni per bambini del gruppo piccoli, medi e grandi.

Terminiamo poi con i bambini della scuola primaria proponendo anche per loro LASCIAMO IL SEGNO ore 11:30, percorso di grafomotricità volto al consolidamento e al rinforzo delle abilità grafomotorie. Attività adatta quindi a tutti quei bambini che nell’avvio della scrittura stiano incontrando qualche difficoltà, ma anche a tutti coloro che amano particolarmente esprimersi attraverso tracciati e colori, in altre parole attraverso la comunicazione grafica! Al pomeriggio poi EMOZIONI IN GIOCO ore 15:30, percorso psicomotorio destinato alla valorizzazione delle proprie emozioni e alla relazione con gli altri.

Ogni percorso si svilupperà in 8 incontri in piccolo gruppo (massimo 5 bambini) affiancato ad una consulenza pedagogica individuale rivolta ad ogni famiglia, non solo per confrontarsi sul percorso svolto dai propri bambini, ma anche per riflettere assieme ad una pedagogista (figura che si occupa dello studio dei processi educativi) circa particolari dinamiche educative che stanno particolarmente a cuore ai genitori.

Coordinatrice Pedagogica dello Studio: Dott.ssa Marina Pavesi

PSICOMOTRICISTE DEI PERCORSI: Michela Martelli e Sara Fusini

info e prenotazioni: studiolacapriola@gmail.com

TORNA LA PSICOMOTRICITA’ GENITORE/BAMBINO

A GRANDE RICHIESTA TORNA IL PERCORSO PSICOMOTORIO RIVOLTO AI PIù PICCOLI E AI LORO GENITORI.
“Giocando si cresce” è un percorso psicomotorio pensato per i bimbi che hanno già compiuto 2 anni.

Per sostenere piccoli e genitori in un anno della crescita contraddistinto da sfide e scontri, in cui il bambino con la sua caparbietà sa mettere a dura prova i genitori, prima che entrambi trovino finalmente il giusto equilibrio tra piacere di indipendenza e sicurezza dei confini dati dall’adulto.

In questo percorso la psicomotricista promuoverà esperienze e riflessioni attraverso il gioco, mentre la figura della pedagogista sosterrà le riflessioni che emergeranno e che avranno bisogno di un tempo apposito per essere elaborate.

Conduce l’attività Michela Martelli- educatrice di nido e psicomotricista

Consulenza pedagogica a cura di Dott.ssa Marina Pavesi- pedaogista e psicomotricista