Psicomotricità in breve

1-21Quando qualcuno mi chiede cosa faccio di lavoro, e io rispondo: << La Psicomotricista!!!>>; le reazioni dei miei “malcapitati” interlocutori solitamente sono queste: la maggior parte delle persone mi guarda come se avessi appena detto che vengo da Marte;  altri non riescono nemmeno a pronunciarlo; alcuni addirittura si imbarazzano; e nel peggiore dei casi capiscono che faccio o la fisioterapista o la massaggiatrice.

NO,NO,NO! La psicomotricità non centra niente nè con la fisioterapia , nè tanto meno con Marte e tutti i pianeti dell’ Universo! 😦

Proviamo a spiegarci:

La psicomotricità è una scienza piuttosto recente che nasce in Francia nella prima metà del secolo scorso. I suoi massimi esponenti e divulgatori sono stati il neuropsichiatra Jean de Ajuriaguerra insieme a Gisèle Soubiran. Promotore di un diverso orientamento teorico, ma ugualmente importantissimo è Bernard Aucouturier, tuttora vivente e attivissimo nella formazione degli psicomotricisti, in diversi seminari anche in Italia.

La psicomotricità ha come oggetto la promozione e la salvaguardia del corretto sviluppo armonico (cioè dei processi: motori, cognitivi, affettivi, comunicativi e relazionali) dell’Essere Umano nella sua caratteristica principale, di soggetto intelligente in relazione con gl’altri. Uno psicomotricista quindi si occupa di incrementare e sostenere questo sviluppo, che appunto viene detto psicomotorio, seguendo la persona sin dalla nascita e durante tutto il corso della sua vita.

Trattandosi dunque di sostenere funzioni che tutte le persone possiedono, la psicomotricità, intesa come attività di promozione, è una pratica che va bene per tutti, senza distinzioni di età. Solitamente infatti chi è venuto in contatto con questa scienza la riconduce al contesto infantile. Questa credenza però, che è frutto di un retaggio culturale vecchio, va quantomeno ampliata: in quanto Essere Umani, siamo soggetti psicomotori per tutto il corso della nostra vita, e di conseguenza la psicomotricità è un’attività propria tanto dei piccoli quanto dei grandi!Un’altra credenza con cui spesso mi confronto quando parlo con qualcuno del mio lavoro, è che la psicomotricità sia una pratica che viene utilizzata solo per quei bambini in cui viene diagnosticato un problema di tipo funzionale ( tipo una disabilità motoria), o di tipo nervoso (ritardi mentali alla nascita ecc.); e con i quali quindi si procede con una terapia che solitamente viene prescritta da un neuropsichiatra infantile. La psicomotricità però, sempre per quello che ho scritto sopra, non ha carattere esclusivamente terapeutico, ma anzi trova grandi e sorprendenti applicazioni nel contesto educativo e preventivo.

Così per scardinare tutte queste vecchie rappresentazioni della psicomotricità posso riassumere dicendo che: la psicomotricità  si occupa dell’Essere Umano nella sua globalità di persona e nella sua espressione di individuo in relazione con il mondo esterno. Per fare questo lo psicomotricista può lavorare in ambito terapeutico, qualora sia stata riscontrata una patologia, o in ambito preventivo educativo: con bambini , adulti e anziani; attraverso attività che prevedono l’utilizzo del corpo come soggetto principale, e la mediazione dell’oggetto come agente di sostegno nella relazione tra psicomotricista e utente. Per ogni fascia d’età le proposte dello psicomotricista ovviamente sono diversificate: per i bambini sono previste delle attività di gioco, per gli adulti invece si presentano proposte di rilassamento corporeo e di presa di coscienza del proprio corpo; mentre per gli anziani si attuano proposte di rilassamento corporeo e attività di memoria corporea attraverso esperienze sensoriali e ludiche.

info di contatto: marinapavesi87@gmail.com

4 pensieri su “Psicomotricità in breve

  1. Guarda io sono Psicomotricista e non neuropsicomotricista quindi non ti saprei rispondere, però credo di no sinceramente, essendo psicomotricità e fisioterapia due professioni completamente diverse !

  2. Salve,studio all università e sto facendo una tesi sulla psicomotricità e deficit visivo,volevo chiederle se lei ha mai avuto esperienze con bambini ipovedenti o non vedenti e quali sono le accortezze che ha messo in atto nei loro confronti…grazie anticipatamente!

  3. Buongiorno, sono insegnate di scuola dell’Infanzia, vorrei fare una formazione in psicomotricitá , lei propone dei corsi? attendo con piacere un suo riscontro. Cordiali saluti Femia Mariangela

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